Salve a tutti!!!
Come vi avevo anticipato, mi sono regalata una piccola vacanza a Londra. Ovviamente, non avrei più voluto tornare indietro! ^__^
Fra le tante cose che ho visto, al British Museum c'èra un'esposizione sul Giappone e ho pensato di fare un piccolo reportage fotografico per il sito.
Come sempre, cliccando sulle foto le potrete vedere a grandezza naturale.
Ma basta chiacchiere, iniziamo subito!
L'ALBA (1992)
![IMG_0435_[500x500]_thumb.jpg IMG_0435_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0435_[500x500]_thumb.jpg)
Questo è un piatto di porcellana creato dall'artista Tokuda Yasokichi III (1933).
I colori sembrano finti, ma dal vivo sono anche più vivaci di quanto risulti in questa foto.
Il piatto è datato 1992 e si chiama "L'alba". In effetti, guardandolo, si ha proprio l'impressione di osservare i tipici colori di un'alba (dal sole in alto alla parte ancora immersa nella notte più in basso).
VITA CASALINGA IN INVERNO - nel nord del Giappone (1946)
![IMG_0438_[500x500]_thumb.jpg IMG_0438_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0438_[500x500]_thumb.jpg)
Questa tavola di legno dipinta raffigura la figlia di una famiglia benestante, mentre ci serve il tè nella sua fattoria.
L'opera, dipinta da Sekino Yun'ichirō (1914-1988), fa parte di una collezione di ritratti femminili dipinta dal gruppo dei Sōsaku Hanga come omaggio per le forze di occupazione alleate negli anni 1945-1952.
Da notare il kimono, che presenta la tipica tecnica decorativa dello Shibori.
GRANDE ALBERO CHE TIENE UNITO IL MONDO (1995)
![IMG_0440_[500x500]_thumb.jpg IMG_0440_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0440_[500x500]_thumb.jpg)
Questa tavola di legno dipinta è la mia opera preferita fra quelle presenti nell'esposizione e raffigura un enorme albero nei pressi del tempio Tōdai-ji di Nara.
Kijota Nūji (1931) ha passato molti giorni abbozzando il paesaggio, prima di intagliare ogni singolo ramo nel legno.
Sulla destra si intravede il magazzino di Shōsō-in, una tesoreria piena di preziosi e raffinati manufatti, eretta nel 756 d.C.
TOKYO - MONUMENTO AI PILOTI SCONOSCIUTI DEL B-29 (1946)
![IMG_0444_[500x500]_thumb.jpg IMG_0444_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0444_[500x500]_thumb.jpg)
Questa tavola di legno dipinta raffigura il monumento eretto per commemorare i piloti sconosciuti del B-29 statunitense che bombardò Tokyo nella notte del 13 aprile 1945.
Il raid causò la morte di decine di migliaia di persone. In segno di riconciliazione, il Giappone eresse questa lapide in memoria dei piloti abbattuti dalla contraerea.
Immortalato in questa tavola da Itō Sei'u (1882-1961), il monumento sorgeva nel parco Kitakahei, nel distretto di Adachi, ma in seguito è stato demolito per far posto a nuove strade.
TEMPIO YASUKUNI: MONUMENTO COMMEMORATIVO DELLA VITTORIA SULLA RUSSIA (1906)
![IMG_0446_[500x500]_thumb.jpg IMG_0446_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0446_[500x500]_thumb.jpg)
In questa litografia sono raffigurati degli abitanti di Tokyo, vestiti a festa per andare ad ammirare una delle armi di grosso calibro utilizzate nella guerra contro la Russia.
Le due potenze si scontrarono per il controllo del nord-est asiatico e l'esito fu favorevole al Giappone.
Questo monumento si trova nel tempio Yasukuni, che è da sempre il luogo principale per commemorare le vittime di guerra giapponesi.
UOMO DI CITTÀ IN RITIRO BUDDISTA (1600-1700)
![IMG_0449_[500x500]_thumb.jpg IMG_0449_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0449_[500x500]_thumb.jpg)
Questa scultura in legno, lacca giapponese, pigmeno e cristallo (per gli occhi), raffigura un uomo anziano in ritiro spirituale.
La figura ci osserva con calma serafica e il cristallo degli occhi le dona una delicata espressione umana.
Molti uomini di successo, raggiunta una certa età, prendevano i voti buddisti. Come i monaci, spesso si rasavano la testa e abbandonavano la vacuità delle cose terrene. Alcuni continuavano a condurre una vita secolare indaffarata, mentre altri si chiudevano in ritiro per prepararsi alla morte.
Le persone ritenevano che, creando queste sculture (spesso come commemorazione dopo il decesso), il successo delle loro famiglie potesse essere preservato. In effetti, in questo modo lo sguardo del patriarca continuava sempre a vegliare su di loro.
CAMPIONARIO DI MOTIVI PER KIMONO FEMMINILI
![IMG_0451_[500x500]_thumb.jpg IMG_0451_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0451_[500x500]_thumb.jpg)
Questo è veramente un pezzo straordinario! Si tratta di un campionario stampato, su cui venivano riprodotti i vari motivi da ricamare o dipingere sui kimono.
Sin dal 1666, infatti, si iniziò la pubblicazione di questi "cataloghi" per aiutare clienti e fabbricanti a scegliere quale decorazione utilizzare per i propri capi.
Già le donne dei samurai, ai tempi in cui esisteva ancora solo il kosode (precursore dei kimono veri e propri), pretendevano che i propri abiti possedessero motivi alla moda. Inoltre, le donne utilizzavano i testi riportati in questi campionari per esercitarsi nella calligrafia.
Che peccato che il volume fosse sotto vetro... avrei tanto voluto poter scorrere le sue pagine e vedere tutti i meravigliosi modelli raffigurati all'interno!!!
TOELETTA CON ACCESSORI (1700-1800)
![IMG_0455_[500x500]_thumb.jpg IMG_0455_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0455_[500x500]_thumb.jpg)
Quando una donna sposava un samurai, andava a vivere con la famiglia del marito. Fra le varie cose preziose che portava con sé, c'era sempre un mobiletto con specchio e cassettini.
Questo in particolare presenta un motivo di paulownia dorato su lacca nera, caratteristico delle famiglie nobili.
Nei cassetti erano custoditi i contenitori di cosmetici: il rosso (ottenuto dalla cartamina), polvere fine di riso per il bianco, carbone per dipingere le sopracciglia, ecc.
ARMATURA COMPOSTA DA PARTI RISALENTI A VARI PERIODI (1500-1800)
![IMG_0462_[500x500]_thumb.jpg IMG_0462_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0462_[500x500]_thumb.jpg)
Questa armatura è stata assemblata unendo parti risalenti a varie epoche storiche.
La corazza e le maniche risalgono alla fine del 1500.
L'elmo e le staffe sono del 1600.
Tutto il resto ha origine fra il 1800 e il 1900.
SOPRABITO RICAMATO (1800)
![IMG_0464_[500x500]_thumb.jpg IMG_0464_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0464_[500x500]_thumb.jpg)
Questo soprabito "unisex" è stato creato dalla popolazione Ainu di Hokkaido ed è tessuto utilizzando una fibra ricavata dalla corteccia dell'olmo. Il ricamo è in seta e cotone.
Sebbene questo capo in particolare risalga al 1800, lo stesso tipo di abiti continua a essere prodotto ancora oggi.
Quasi tutti gli elementi utilizzati dagli Ainu nelle loro creazioni avevano un'origine naturale e le complesse figure geometriche del ricamo sono caratteristiche di quella popolazione aborigena.
Notate come il motivo si concentri verso l'apertura del soprabito per impedire l'ingresso degli spiriti maligni.
LIBRO DELLE TRENTASEI POETESSE (1801)
![IMG_0475_[500x500]_thumb.jpg IMG_0475_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0475_[500x500]_thumb.jpg)
Questo libro, composto da tavole di legno dipinte, è opera di Hosoda Eishi (1756-1829).
Nato da un'antica e altolocata famiglia di samurai, decise di diventare un artista dell'Ukiyo.
Qui ritrae le poetesse autrici dell'opera in versi Waka, sue contemporanee, nello stile degli antichi ritratti di corte.
Anche l'elegante scrittura a pennellate dei loro poemi è riprodotta sulle pagine di legno del libro.
NAKAGAWA LA CORTIGIANA (1795 circa)
![IMG_0466_[500x500]_thumb.jpg IMG_0466_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0466_[500x500]_thumb.jpg)
Anche questa tavola di legno dipinta è opera di Hosoda Eishi e raffigura una cortigiana (come si può notare dal nodo dell'Obi sulla parte anteriore, contrariamente alle Geishe che la portavano sul dorso) con le sue aiutanti bambine.
Il ritratto idealizzato è quello di Nakagawa, una delle prostitute del quartiere del piacere Yoshiwara.
Il quartiere venne completamente distrutto da un incendio nel 1794 e questa opera venne realizzata per pubblicizzare la riapertura del bordello "Ago di pino".
CASA DA TÈ (1990)
![IMG_0468_[500x500]_thumb.jpg IMG_0468_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0468_[500x500]_thumb.jpg) ![IMG_0469_[500x500]_thumb.jpg IMG_0469_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0469_[500x500]_thumb.jpg)
Le case da tè sono spesso dei piccoli edifici all'esterno della casa (oppure delle stanzette all'interno) e sono utilizzate per servire il tè agli ospiti in maniera formale (la cosiddetta "Cerimonia del tè").
Quella che vedete si chiama Waeian, ossia "Capanna nippo-britannica" ed è stata presentata dalla Fondazione del Tè Urasenke all'inaugurazione delle gallerie giapponesi del British Museum nel 1990.
Per costruirla, sono venuti fino a Londra degli artigiani di Kyoto.
Sono presenti un'alcova a vista, un materassino tatami e le porte scorrevoli rivestite di carta: tutti elementi tipici delle costruzioni tradizionali Giapponesi.
Nella foto di sinistra potete intravedere una persona che forse conoscete, mentre valuta l'acquisto della casetta... 
RADUNO NOTTURNO DI POETI (TARDO 1780)
![IMG_0473_[500x500]_thumb.jpg IMG_0473_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0473_[500x500]_thumb.jpg)
Questo trittico su legno dipinto da Kubo Shunman (1757-1820) rappresenta una serata primaverile al ristorante.
In una sala al piano di sopra, un insegnante dalla testa rasata istruisce i suoi allievi sulla forma poetica dell'Haiku. Al di fuori del recinto, due giovani tornano a casa dopo la lezione.
MASCHERE NŌ (1700-1800)
![IMG_0457_[500x500]_thumb.jpg IMG_0457_[500x500]_thumb.jpg](http://www.kimonoflaminia.it/images/stories/blog/giappone_a_londra/Anteprime/IMG_0457_[500x500]_thumb.jpg)
Le maschere di legno venivano prima intagliate e successivamente dipinte. Il bianco di quella di sinistra è ottenuto mescolando gusci d'uovo sbriciolati con una sostanza collosa.
Nel teatro Nō, le maschere sono molto più importanti che in qualunque altro tipo di forma d'arte recitativa ed esistono un certo numero di maschere standard da utilizzare nelle varie opere.
Maschere finemente intagliate come queste riescono a riprodurre diverse espressioni a seconda dell'angolazione in cui l'attore gira la testa.
Foto (Londra, British Museum - Giugno 2008) di Fabio Tursi
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Grazie mille, Paolo!
Anche da parte di Fabio, che ha scattato le foto.