HAKATA
Le bambole Hakata sono originarie dell'omonima baia di
Fukuoka City, nella
prefettura di Fukuoka, al confine settentrionale dell'isola di
Kyushu. Essendo molto vicina alla penisola coreana e alla Cina, in antichità la baia ha subito una notevole influenza da parte dell'estremo oriente. Secondo la leggenda, la prima bambola Hakata fu creata nel 1608, quando lord Kuroda Nagamasa fece erigere il castello di Fukuoka. Uno degli artisti ingaggiati per compiere l'opera era Soshichi Masaki, il quale come hobby si dilettava a creare bambole di ceramica e ne presentò un prototipo al signore del castello. La popolarità di queste opere delicate iniziò a estendersi gradualmente in tutto il Giappone.
Nel tardo
periodo Edo (1603-1867), questa industria godette di grande popolarità grazie ad artisti del calibro di Nakankko Kichibei e Shirouzu Buhei.
Tale popolarità crebbe ulteriormente all'inizio del 19° secolo, quando Kichibe Nakanoko, discendente diretto di Soshichi Masaki, cominciò a produrre delle bambole di ceramica che divennero il modello per le odierne Hakata.
Originariamente, il loro nome era "Hakata Suyaki Ningyo" ("bambole Hakata di porcellana Bianca"), ma persero l'attributo "suyaki" quando due opere vinsero dei premi alla prestigiosa fiera di Tokyo del 1890. Da allora, divennero popolari semplicemente con il nome di Hakata Ningyo.
Verso la fine del 19° secolo, questa industria fiorì e passò dal creare giocattoli popolari alla manifattura di bambole artistiche ornamentali.
Il primo riconoscimento internazionale fu ottenuto alla fiera di Parigi del 1900. Nel 1924, tre Hakata raffiguranti altrettante giovani danzatrici vinsero il secondo premio alla fiera mondiale sempre a Parigi, aumentando il prestigio internazionale di queste opere. Da allora, il fascino di queste bambole graziose e delicate ha conquistato tutto il mondo. Nel 1976, il governo giapponese ha riconosciuto l'industria delle Hakata come arte tradizionale nazionale.
Il materiale utilizzato per creare le bambole è la creta che si trova nei dintorni di
Fukuoka City.
La prima fase consiste nel modellarla e scolpirla per creare un modello originale.
Da questo, viene ottenuto un calco in intonaco.
Infine, la creta viene versata nel calco per creare numerose copie del modello originale.
Le bambole vengono estratte dal calco, asciugate e cotte al forno. La temperatura di cottura è di circa 400-500°, quindi le Hakata non sono veramente di ceramica (che andrebbe cotta a 600-700°), ma di terracotta.
L'ultima fase della produzione è la pittura e la rifinitura.
Tutte le fasi vengono seguite da un solo artigiano, quindi ogni bambola ne riflette la creatività individuale e ne aumenta il valore artistico.
Una caratteristica evidente delle Hakata è la sensazione di liscia trasparenza della pelle bianca.
Nonostante siano economiche, le bambole presentano delle deliziose espressioni facciali e uno splendido schema di colori. D'altro canto, il loro maggiore difetto è l'estrema fragilità.
Ogni bambola è prodotta a mano con estrema cura e per questo possiede una "vita propria", che non potrebbe ottenere da una produzione di massa. Il processo artigianale permette anche una personalizzazione completa in base alle richieste del cliente (per esempio, far indossare a una bambola lo stesso kimono del suo proprietario). Questa è una delle ragioni per cui le bambole Hakata hanno goduto di una popolarità così grande per così tanto tempo.
Oggigiorno i produttori di bambole Hakata sono circa un centinaio.