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(Si conclude qui il racconto di Asian Girl sulla sua esperienza in Giappone)
Ho avuto la fortuna di vedere diversi Matsuri (feste giapponesi) e l'ultimo a cui ho partecipato è stato l'estate scorsa. Queste esperienze mi hanno confermato quanto il Giappone è ancora legato alle sue antiche tradizioni.
Con l'accompagnamento della musica tradizionale, tanti meravigliosi yukata sfilavano nei marciapiedi indossati da graziose ragazze e l'impressione che avvertivo era quella che venissero dal passato.
Anche i venditori ambulanti con le loro simpatiche grida di richiamo mi hanno fatto pensare al vecchio Giappone, quello visto nei film o letto nei libri quando ero bambina.
La stessa emozione l'ho avuta anche quando ho visto sfilare degli uomini a cavallo vestiti da Samurai, durante una festa cittadina in onore del fondatore della città.
Ho pensato a come poteva essere Date più di 100 anni fa, quando questa piccola città era stata fondata da uno degli ultimi Samurai. Dimenticavo di dire che, proprio in onore dei Samurai, una delle vie principali di Date è caratterizzata da edifici con i classici tetti giapponesi, in entrambi i lati, tipo quelli dei templi.
In fine, è mio dovere aggiungere che molto di quello che ho imparato sulla cultura e sulla lingua giapponese lo devo soprattutto a mia suocera. Merito di questa donna è anche il fatto che ho potuto indossare, come da sempre tanto desideravo, un bellissimo Kimono di cui ora mi rimane solo una foto.

E' una donna di oltre 60 anni, severa e allo stesso tempo sensibile, ancora legata a tutti quei riti tradizionali quotidiani molto più delle nuove generazioni. Quando penso alla sua casa, penso anche all'odore di incenso che si sprigionava dalla sua camera, misto all'odore dei vecchi Tatami. Penso anche a quando tutte le mattine lei offriva incenso, fiori freschi, frutta e dolci all'altarino domestico dedicato a suoi genitori defunti. Una volta al mese veniva in casa anche un monaco buddhista che, inginocchiato su di uno speciale cuscino, recitava un'antica ed emozionante preghiera dinnanzi all'altarino: le parole di Buddha. Spesso anch'io ho partecipato a questi riti che per i giapponesi magari sono di "routine" ma che per me avevano sempre qualcosa di così... diciamo misterioso, antico e affascinante. Questa mia esperienza giapponese, non lunghissima ma intensa di momenti belli e meno belli, resterà per sempre indelebile nel mio cuore. Spero tanto che l'ultima volta che ho lasciato il Giappone, con le lacrime agli occhi affacciata al finestrino dell'aereo, non sia stata davvero l'ultima volta e che rivedrò presto questo meraviglioso paese ed i suoi abitanti. Arrivederci Giappone, mi manchi già tanto.
Asian Girl
(E così siamo arrivati alla fine di questo bellissimo racconto. Ancora grazie ad Asian Girl per averci permesso di condividere la sua esperienza e le sue emozioni.)
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