Ciao a tutti!!!
Per questa domenica, niente aggiornamento della collezione. Però sono riuscita finalmente a visitare la mostra " GIAPPONE: tradizione e innovazione" allestita alla Casa delle Letterature di Piazza dell'Orologio 3 a Roma. Purtroppo la mostra sta per chiudere (l'ultimo giorno è il 10 settembre), ma se ne avete l'occasione andatela a visitare perché ne vale davvero la pena e poi... l'ingresso è GRATIS!!! 
Per chi non potesse... ho preparato un piccolo reportage con una selezione delle opere che mi hanno più colpita. Per visualizzare le immagini ingrandite, basta cliccarci sopra.
La mostra propone un viaggio tra le illustrazioni di artisti giapponesi del passato e del presente, più un'appendice dedicata alle artiste di Manga nostrane.
Ecco come si presenta la Casa delle Letterature appena varcato l'ingresso della mostra.
Fra le prime opere che incontriamo, ci sono quelle di Tatsuro Kiuchi, nato nel 1966 a Tokyo.
Ho deciso di fotografare "Traveling with four-legged friend" (Viaggiando con gli amici a quattro zampe), un quadro del 2008 realizzato in computer grafica.
A seguire, le coloratissime composizioni di Osamu Komatsu, nato a Tokyo nel 1975.
Ho scelto di farvi vedere la suggestiva "The lamplight tree" (L'albero lampione) del 2006, realizzato in acrilico e computer grafica.
Davvero affascinante il sapore "retrò" della pittrice Tomoko Matsumoto, presente nella mostra con alcune sue opere "formato cartolina" realizzate con la tecnica dell'acquatinta e incisione.
Passiamo agli splendidi felini di Hiroyuki Nakamura. Fra le divertenti opere esposte, ho deciso di immortalare "My Shadow My Friend" (La mia ombra, il mio amico) e "Where is my shadow" (Dov'è la mia ombra?). Sono entrambe del 2009, la prima è stata realizzata usando matita e computer grafica mentre la seconda con la tecnica della computer grafica, evidenziatore e pastello.
E' il momento dell'angolo " per adulti", con le Geisha sexy di Yuko Shimizu. Ho scelto per voi " Vendetta della ragazza Geisha" del 2005, " Fujiyama Geisha Rio de Janeiro" del 2003 e " Tsunami" del 2005. Per finire, mi sono permessa di scherzare un po' con il suo " Autoritratto" del 2005 rinominandolo " Kuuki to Mizu" (" Aria e acqua"). Che ne dite, è venuto bene? 
Tutte le opere sono realizzate utilizzando la tecnica del disegno a inchiostro e colorazione digitale.
A chiudere la sezione dedicata agli artisti contemporanei, troviamo Keitaro Sugihara con il suo originalissimo collage, acrilico, penna, paper cutting del 2009 dal titolo "Tell you what" (Sai che ti dico?).
Prima di passare alla sezione delle stampe antiche, rilassiamoci un momento nel bellissimo chiostro degli aranci con tanto di fontana " pelosa". 
Ad aprire la sezione delle stampe antiche, dedicata alla tarda produzione Ukiyo-e, troviamo Hasegawa Sadanobu I (1809-1879) con il suo dittico òban " Attori Kabuki" del 1837, che raffigura una scena del dramma " Monogusa Taro".
Un'altra opera relativa al mondo del teatro è l'òban "Otomo no Kuronushi", dal nome di uno dei "sei poeti classici", creato fra il 1847 e il 1852 da Utagawa Kunisada. Una dama indossa uno splendido Kimono e osserva una stampa dello spettacolo al quale sta per andare ad assistere, sollevato dalla sua giovane assistente.
A seguire, troviamo il trittico òban "Guerrieri" di Utagawa Kuniyoshi, realizzato fra il 1847 e il 1850. Si tratta di un classico musha-e (stampa di guerrieri) e va "letto" da destra a sinistra proprio come un manga. Rappresenta il combattimento fra la guerriera Tomoe-gozen (al centro) e il suo avversario Yoshimori (a destra).
Per finire, poteva forse mancare il "nostro" Utagawa Hiroshige? Eccolo con l'òban " La sala dalle 33 campate a Fukagawa" del 1857, appartenente alla serie " Cento celebri vedute di Edo" (Edo è il nome dell'antica Tokyo). Raffigura un edificio ormai scomparso della capitale: la replica del Sanjusangendo di Kyoto.
Al termine della mostra, si può ammirare una piccola selezione di manga italiani, con opere di artiste quali Akachan (Federica di Meo), Alice Esculapi, Fanchan (Giusy Oliva) e Wish (Mariapia Vannucchi), della quale ho fotografato "Mochi on the Moon", inchiostro colorato e copic del 2008.
Per chi volesse provare a imitare queste artiste straordinarie, la mostra prevede anche un "corso di disegno manga".
E con questa ultima immagine "rubata" durante la lezione, si conclude la visita alla mostra "Giappone: tradizione e innovazione". Io mi sono molto divertita e spero proprio di avervi trasmesso un po' del mio entusiasmo.
Mata ne!
(A presto!)
Flaminia
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